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La moringa

Moringa oleifera Lam. è una pianta appartenente alla famiglia delle Moringaceae. Proviene originariamente dalle zone collinari a ridosso dell’Himalaya e India, Pakistan, Asia minore, Africa, Arabia, ma in seguito si è diffusa anche in altre aree del mondo tra cui isole Filippine, Cambogia e varie zone dell’America. L’India rappresenta il più grande produttore di Moringa, seguita dalle Filippine e dall’Indonesia. È una pianta caratterizzata da una rapida crescita e da una notevole rusticità, data dalla scarsa esigenza di acqua che le permette di adattarsi a diverse condizioni climatiche.

Le radici hanno odore e sapore tipici del rafano, da cui il nome “Horseradish Tree”, ovvero albero di rafano. Un altro nome che le viene attribuito è “Drumstick Tree” ovvero “albero delle bacchette” dovuto alla presenza di baccelli lunghi e sottili simili a bacchette. Nella valle del Nilo, è conosciuta come “Shagara al Rauwaq”, che significa “albero per purificare”, mentre in Pakistan, è conosciuta come “Sohanjna”.

Questa pianta è coltivata nelle zone semiaride, tropicali e subtropicali. Preferisce terreni sabbiosi o argillosi, con pH neutro o moderatamente acido, ma ben drenato. Viene coltivata come pianta perenne o annuale a seconda delle esigenze. La Moringa può raggiungere un’altezza dai 5 ai 10 m, con tronco eretto o ramificato dalla base, circondato da uno spesso strato di sughero. I rami sottili e intrecciati sono penduli. Le foglie sono imparipennate composte, con foglioline ovali arrotondate all’apice. I fiori, piccoli e numerosi, sono di color bianco crema, sottilmente venati e pubescenti. I fiori sono zigomorfi con cinque petali, cinque sepali, cinque stami funzionali e diversi staminodi; possiedono pedicelli e infiorescenze ascellari. La fioritura inizia entro i primi sei mesi dalla semina. Fiorisce due o tre volte l’anno se la troviamo in ambiente tropicale, mentre in climi più freddi la fioritura avviene una sola volta l’anno tra Aprile e Giugno. Questi originano grandi baccelli di sezione triangolare, sottili e appuntiti, di dimensioni che variano dai 30 ai 45 cm. A maturità assumono una colorazione marrone e una consistenza legnosa. Questi contengono dei semi bruni di circa 1 cm, dotati di una membrana cartacea biancastra.

Viene utilizzata comunemente nell’alimentazione, specialmente nella cucina tradizionale africana e asiatica. Viene considerata a tutti gli effetti un “superfood”, ovvero un alimento ricco in sostanze utili alla nutrizione umana.

Le foglie sono commestibili e fonte di proteine, vitamine e minerali. Vengono inserite in preparazioni come l’insalata, eventualmente cotte o utilizzate in zuppe o per la preparazione di farine. La FAO ne raccomanda il consumo in particolare alle donne in gravidanza, ai lattanti e durante la prima infanzia per il ricco contenuto in sostanze nutrizionali. I frutti, anch’essi commestibili, vengono bolliti quando ancora immaturi. I semi in essi contenuti, presentano dal 30% al 50% di olio, caratterizzato dal 65% al 75% di acido oleico.

Le radici sono caratterizzate da un sapore piccante e pronunciato, simile a quello del ravanello, e per questo motivo vengono utilizzate talvolta come aromatizzante.

La Moringa è una pianta che può vantare un’ampia varietà di fitocostituenti utili alla salute umana.

Questa pianta è una fonte di vitamina A e carotenoidi con un potenziale di pro-vitamina A. Le foglie contengono inoltre 200 mg/100 g di vitamina C, una quantità maggiore di quella contenuta nelle arance, e sono anche una fonte di vitamina E. Troviamo nella Moringa una buona percentuale di polifenoli, come flavonoidi e acidi fenolici. Tra quelli principalmente presenti nelle foglie troviamo mirecitina (5.8 mg/g), quercetina (0.207 mg/g) e kempferolo (7.57 mg/g). Tra gli acidi fenolici, nelle foglie essiccate troviamo in maggior quantità acido gallico (1.034 mg/g peso secco), seguito da acido clorogenico (0.018-0.489 mg/g peso secco) e acido caffeico (0.409 mg/g peso secco). Nelle foglie essiccate troviamo anche tannini (13.2 20.6 g/kg peso secco) e saponine (64-81 g/kg peso secco). Tra i componenti più caratteristici, ricordiamo i glucosinolati e gli isotiocianati, che sono direttamente implicati nel coadiuvare alcune funzioni fisiologiche. Sono stati ritrovati due alcaloidi, nominati moringina e moringinina. È nota per il suo contenuto in proteine: le foglie contengono circa il 25% di proteine (p/p). Troviamo inoltre minerali tra cui sodio, potassio, fosforo, calcio e ferro.

L’utilizzo nella medicina popolare è vario e diffuso: viene citata nel trattamento di asma, epatite, patologie di occhi e denti, infezioni che interessano gli apparati respiratorio e gastrointestinale. Nell’ultimo decennio la ricerca si è indirizzata sulla verifica delle proprietà terapeutiche più interessanti che sono state riportate per questa pianta.

Il succo delle foglie di Moringa è noto per avere un effetto stabilizzante sulla pressione sanguigna. I responsabili di tale effetto si sono dimostrati i nitriti, gli isotiocianati e i glicosidi tiocarbamati. Anche la niazinina A, niazinina B, niazimicina sono responsabili di tale effetto ipotensivo e bradicardiaco. Varie componenti della pianta di Moringa hanno dimostrato di possedere un effetto diuretico: tale attività è complementare nel trattamento dell’ipertensione.

Il β-sitosterolo contenuto nelle foglie fresche di Moringa e altri componenti fenolici come i flavonoidi, hanno dimostrato di avere effetto ipocolesterolemizzante abbassando i livelli di colesterolo, fosfolipidi, trigliceridi, LDL e VLDL nei topi. Sono implicati nella riduzione dell’assorbimento di colesterolo, aumentandone l’escrezione fecale e riducendo dunque i livelli di colesterolo nel sangue. Le saponine contenute nelle foglie, impediscono l’assorbimento del colesterolo legandosi ad esso e agli acidi biliari, causando una riduzione della circolazione enteroepatica degli acidi biliari e aumentando la loro escrezione fecale. L’aumento dell’escrezione degli acidi biliari è compensato da una migliore sintesi degli acidi biliari dal colesterolo nel fegato, portando a un abbassamento del colesterolo plasmatico.

La presenza nelle foglie di Moringa di composti come vitamine, carotenoidi e polifenoli le permette di vantare proprietà antiossidanti nel combattere gli effetti dei radicali liberi o prevenire la decomposizione dell’idroperossido.

La Moringa è stata valutata per il trattamento del diabete, infatti è coinvolta nell’omeostasi del glucosio. Gli isotiocianati contenuti riducono l’insulino-resistenza e la gluconeogenesi epatica. Vengono infatti migliorati la tolleranza al glucosio e la sintesi di glicogeno attraverso la stimolazione del rilascio di insulina.

Le radici di questa pianta hanno dimostrato di avere un’attività antispasmodica: tale effetto sembra essere dovuto ad un’azione sui canali del calcio. Questa potenzialità può essere sfruttata nel caso di diarrea o malattie gastrointestinali.

In alcuni studi le foglie di Moringa si sono dimostrate efficaci per contrastare stati infiammatori. Vengono stimolate le risposte immunitarie cellulari e umorali, aumentando cellule immunitarie e le percentuali di neutrofili e immunoglobuline nel siero in topi immunodeficienti. La quercetina inoltre potrebbe essere implicata nel ridurre processi infiammatori inibendo il fattore NF-kβ e tutti gli eventi conseguenti caratterizzanti l’infiammazione.

La Moringa presenta un’attività epatoprotettiva che potrebbe essere dovuta alla presenza di quercetina. Le foglie agiscono sui livelli di aspartato transaminasi (AST), alanina amino transferasi (ALT) e fosfatasi alcalina (ALP), oltre a migliorare il danno epatico e renale indotto dai farmaci. Si è riscontrata anche una riduzione dei lipidi e dei livelli di perossidazione lipidica nel fegato dei ratti.

Varie parti di Moringa presentano attività antibatteriche e antifungine, dovute ad agenti antimicrobici, tra cui il principale è la pterigospermina. Tale effetto è anche potenziato dalla presenza degli isotiocianati. Componenti antimicrobici li troviamo anche nelle foglie, su cui sono stati valutati gli effetti su Staphylococcus aureus e sulla crescita di altri microrganismi patogeni per l’uomo.

La pianta di Moringa dunque può essere un valido supporto nel controllo del peso, agendo sul profilo lipidico e sulla glicemia. Può coadiuvare processi infiammatori, anche di causa microbica o fungina. Può essere inoltre utile come integratore proteico-vitaminico-minerale grazie al ricco contenuto nutrizionale.

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